Uebersichtskarte_800_01Il 7 dicembre del 2012, il presidente russo Vladimir Putin ha ufficialmente inaugurato l’avvio della costruzione del gasdotto South Strem (1) . Gazprom punta a realizzare la pipeline entro il 2015 per poi firmare nuovi contratti di fornitura di gas con gli stati dell’Europa sud-orientale. Contratti che indebolirebbero, sia dal punto di vista commerciale, sia dal punto di vista geopolitico, la convenienza economica a realizzare il Nabucco West, il Trans Adriatci Pipeline e il Trans Anatolian Pipeline, ovvero il sistema di gasdotti, appoggiato dall’Unione europea e dall’Azerbaijan, per portare il gas dai giacimenti azeri di Shah Deniz (nel Mar Caspio) in Europa (vedi mappa). Lo scrive con chiarezza Anthony Livanios per Natural Gas Europe (2). L’elemento che continua a favorire l’approccio aggressivo di Mosca è la mancanza di decisione da parte del consorzio di imprese che ha i diritti di sfruttamento del giacimento azero. Il giacimento Shah Deniz 2 è gestito dalla Bp, che guida il consorzio con la norvegese Statoil, con la compagnia petrolifera di stato azera Socar e con la francese Total.

Come si legge sul sito della Bp (3), il consorzio deciderà solo a fine giugno 2013 quale gasdotto in progetto utilizzare, o il Nabucco West o il Tap, ma ad oggi il consorzio non ha neanche stabilito la decisione finale di investimento per avviare la fase di produzione del giacimento.

Un altro fattore critico che la Russia sta cercando di volgere a suo favore è la profonda crisi economica che sta attraversando la Grecia. Il paese è geopoliticamente determinante per far arrivare il gas azero in Europa, perchè i punti di ingresso del gas nelle rete europea sono sul suo territorio, sia se sarà scelto il percorso Tap, sia se sarà scelto il percorso del Nabucco West. Tuttavia, per risanar ele proprie finanze, Atena dovrò procedere alla privatizzazione della Depa e della Desfa, ovvero le due più importanti aziende statali greche nel settore del gas. Ebene, Gazprom è il concorrente favorito a vincere la gara per acquisire le due compagnie. La Gazprom azionista di rilevanza delle aziende del gas greco sarebbe un ostacolo geoeconomico davvero ostico per gli europei, che voglioni diversificare le forniture di gas, e per gli azeri, che vogliono rendersi più autonomi dall’influenza russa nel Caucaso.

Leggi la versione compelta del paper di Anthony Livanios “The Conundrum of the South Gas Corridor: What are the Risks for Euorpe and Azerbaijan?”

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