ObamaEcco di seguito un esempio di come geopolitica, economia e strategia di sicurezza continuano a intrecciarsi in Asia centrale, manifestando aspetti meno visibili del contesto diplomatico mondiale.

Gli Stati uniti supportano l’apertura del corridoio meridionale del gas perchè ridurrebbe l’influenza della Russia in Europa sud orientale, nel Caucaso e nell’Asia centrale, effetto che vorrebbero anche Ue, Turchia e Azerbaijan. Gli Stati uniti ritengono che l’apertura sia di tale ampio valore strategico da giustificare l’esclusione dalle sanzioni contro Teheran di quelle  compagnie iranianie impegnate nello sfruttamento del giacimento azero di Shah Deniz, nel Mar Caspio, il cui gas naturale è destinato a rifornire la Turchia e l’Europa.

La palese manifestazione dell’appoggio statunitense è contenuta in due documenti liberamente consultabili su internet di cui riportiamo i link.

Il primo documento è l’executive order del 3 giugno 2013 dal titolo “Autorizzazione all’applicazione di alcune sanzioni previste espressamente nell’ Iran Freedom and Counter-Proliferation Act del 2012 e ulteriori sanzioni nei confronti dell’Iran”. Nella sezione 4 del documento, firmato direttamente dal presidente Obama, è prorogata l’esenzione dalle sanzioni per “qualsiasi soggetto impegnato a condurre o a facilitare la realizzazione del progetto descritto nel comma (a), della sezione 603 dell’Iran Threat Reduction and Syria Human Rights Act del gennaio 2012″.

Il secondo documento che riportiamo è proprio l’Iran Threat Reduction and Syria Human Rights Act, dove al comma (a) della sezione 603 si legge testualmente: “Eccezione per alcuni progetti di gas naturale – Nulla nella presente legge o nelle modifiche apportate dalla presente legge si applica a qualsiasi attività relativa a progetti per: 1) lo sviluppo del gas naturale, la costruzione e l’esercizio di un gasdotto per trasportare il gas naturale dall’Azerbaijan alla Turchia e in Europa; 2)  fornire alla Turchia e ai paesi in Europa, la sicurezza energetica e l’indipendenza energetica del governo della Federazione russa (…)”. Più chiaro di così….

Come si ricava dalla nostra analisi a riguardo al momento l’unica compagnia iraniana impegnata in tali progetti è la Naftiran Intertrade Company (Nico), che detiene il 9% del consorzio di sfruttamento di Shah Deniz. La Nico ha sede a Losanna in Svizzera, ed è una succursale della National Iranian Oil Company (la nota compagnia petrolifera di stato iraniana), che la utilizzata come intermediaria per facilitare le proprie operazioni finanziarie all’estero.

Riportiamo qui di seguito il link ai due documenti.

L’ Executive order del 3 giugno 2013

L’Iran Threat Reduction and Syria Human Rights Act del gennaio 2012

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