ShahDeniz_export_routes_tap_nabucco_2012Come già previsto dalla nostra analisi del 25 giugno 2013, sarà il Tap, il gasdotto transadriatico che ha come punto di approdo l’Italia, a trasportare verso l’Europa il gas della seconda fase di sviluppo del giacimento azero di Shah Deniz . La decisione è stata confermata il 28 giugno 2013, durante la conferenza stampa tenutasi a Baku dai rappresentanti del consorzio di sfruttamento di Shah Deniz.

Il gasdotto Tap, che è stato preferito al progetto Nabucco, deve passare attraverso le frontiere di Grecia, Turchia, Albania, per arrivare, tramite i fondali dell’Adriatico, in Italia, dopo un percorso di 870 chilometri. Il progetto risponde alla esigenza dell’Unione europea di trovare nuove alternative alle importazioni di gas dalla Russia. Il primo afflusso di gas in Europa attraverso è previsto per il 2019, per un quantiativo iniziale di 10 miliardi di metri cubi all’anno. Il gasdotto è progettato per avere una capacità di trasporto variabile tra i 10 e i 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno. 

Tap sarà realizzato da un consorzio di imprese composto dalla norvegese Statoil, la svizzera Axpo e la tedesca E.ON Ruhrgas. BP, Socar e Total (partner del consorzio di Shah Deniz) hanno opzioni per l’acquisto di azioni di Tap che, se esercitate integralmente, darebbe loro il 50% della propriet del consorzio TAP

Kjetil Tungland, managing director di TAP, ha dichiarato: “E’ il primo passo per l’apertura del corridoio meridionale del gas, determinate per garantire la sicurezza energetica dell’Europa la diversificazione delle forniture di gas ai mercati dell’Europa sudorientale e occidentale“. La realizzazione del Tap faciliterà la fornitura di gas anche a Bulgaria, Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Croazia. Il collegamento con il mercato del gas italiano, il terzo per importanza in Europa, offre molteplici opportunità per il successivo trasporto del gas anche in Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Austria.

La scelta del Tap è una tappa importante nella strategia del consorzio Shah Deniz, composto dalla BP (25.5%), dalla norvegese Statoil (25.5%, partner anche del Tap), dalla azera  Socar (10 %), dalla francese Total (10%), dalla Lukoil (10%), dall’iraniana Nico (10%) e dalla turca  Tpao (9%). Il consorzio adesso è chiamato a rendere nota la decisione  finale di investimento (attesa entro la fine dell’anno) sulla fase 2 di sfruttamento del giacimentio azero, che nel suo complesso avrà un costo di oltre 40 miliardi di dollari e porterà più di 16 miliardi di metri cubi all’anno di gas azero sul mercato. Il consorzio Shah Deniz ha già raggiunto accordi con un certo numero di aziende in Italia e in Grecia sulle condizioni di vendita del gas. Inoltre, sono in corso trattative per effettuare vendite di gas acquisizione di gasdotti in Bulgaria.

Geopolitica italiana si è occupata a più riprese dell’importanza strategica, geopolitica ed economica del corridoio sud del gas. Si vedano in proposisto le seguenti analisi:

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