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Nel suo libro Ascesa e declino delle grandi potenze (1989), Paul Kennedy spiega i motivi per cui l’Europa occidentale è divenuta, tra il Cinquecento e l’Ottocento, la regione più potente del mondo. Secondo l’autore, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento non era scontato che fossero i popoli europei a diventare i padroni del mondo. La Cina, per esempio, aveva tutte le potenzialità per esercitare una forte egemonia sul mondo. Fu solo per l’ottusità della sua burocrazia di mandarini che il Celeste impero si rinchiuse su sè stesso, proibì il commercio oltreoceano, sottopose ad autorizzazione le attività imprenditoriali e soffocò nelle città qualsiasi intrapresa. L’Impero dei Turchi Ottomani, diventò enorme dal punto di vista teritoriale, ma non seppe sfruttare le risorse del proprio territorio. Costi enormi erano necessari per mantenere gli eserciti nell’Europa centrale e le flotte nel Mediterraneo. Un sistema di dispotismo basato sulla figura del Sultano finì per sclerotizzare la burocrazia del paese, impegnata a difendere i propri privilegi contro qualsiasi innovazione in campo economico. La libera circolazione delel idee era bloccata e quando le conquiste ottomane si arrestarono e i bottini di guerra si esaurirono, i giannizzeri e la burocrazia interna si diedero da fare per ottenere le risorse necessarie al loro mantenimento cercandole all’interno del paese, impoverendolo e creando corruzione. Il Giappone degli Shogun preferì chiudere il paese al mondo piuttosto che rischiare di perdere il potere in patria. In Russia le enormi distanze, gli eccessi del clima, le carenti vie di comunicazione, l’assolutismo militare degli zar, l’intera educazione del paese in mano alla chiesa ortodossa, l’avidità e la corruttela della burocrazia e l’istituzione la servitù della gleba contribuirono a mantenere il paese arretrato e a impedirne la competizione con l’Europa occidentale.

Che cosa ha permesso all’Europa, nel Cinquecento, di diventare il continente leader mondiale in campo commerciale e militare? Le cause possono essere elencate qui di seguito. 1) LA FRAMMENTAZIONE POLITICA. Dai tempi dell’Impero romano, l’Europa è rimasta sempre caratterizzata dalla presenza di molti centri di potere. L’impero di Carlo Magno e la Russia di Kiev durarono troppo poco per considerarli influenti sotto questo punto di vista. Regni locali, signorie di marca, clan degli altipiani, confederazioni di città di pianura costituirono autorità decentrate che frammentavano il paesaggio politico istituzionale dell’Europa medievale e del Cinquecento. 2) FRAMMENTAZIONE GEOGRAFICA. La geografia della penisola europea, fatta di catene montane e grandi  foreste favoriva la segmentazione politica e istituzionale. L’assenza di grandi pianure o grandi valli fertili impediva a grandi e mobili eserciti l’assoggetttazione di grandi poplazioni di contadini sedentari. La varietà del clima europeo impediva ad un grande condottiero di avere le risorse e le forze per assoggettare l’intero continente. 3) SVILUPPO DEL COMMERCIO. Il clima variegato produceva prodotti agricoli differenti adatti per essere scambiati. Questo commercio continuò a crescere e migliorò la qualtà della vita degli europei e la loro forza finanziaria (grazie alle città italiane e anseatiche, grazie a nuovi strumenti finanziari che resero possibile investimenti di lungo periodo). Il commercio avveniva soprattutto via mare, perchè l’Europa ne è circondata su tre lati, e spinse alla realizzazione di navi sempre più robuste e in grado di trasportare grandi carichi sfruttando la sola forza del vento. 4) SIMBIOSI TRA GOVERNI E ECONOMIA DI MERCATO. La crescente importanza del commercio in Europa e la frammentazione delle autorità politiche permise la simbiosi tra governi e economia di mercato. I governi assicuravano ordine interno e un equo sistema  legale, ricevendo sotto forma di tasse una parte dei profitti derivanti dal commercio. Banchieri, mercanti e artigiani erano membri indispensabili alla società. In Europa non esisteva alcuna autorità politica o religiosa che potesse fermare lo sviluppo del commercio, perchè la frammentazione politica del continente permetteva ai mercati perseguitati in un paese di trovarne un altro più tollerante nei loro confronti. 5) IL RINASCIMENTO ITALIANO, dal punto di vista culturale. 6) EQUILIBRIO DEL POTERE MILITARE.  Tutte le principali potenze potevano accedere alle nuove tecnologie militari e nessuna ebbe mai un vatantaggio determinate. Ciò tuttavia condusse ad una corsa alle armi da parte delle potenze europee, facendo guadagnare ai suoi stati il primato militare sul resto del mondo. Ne sono un esempio lampante la sperimetazione e lo sviluppo delle armi da fuoco, che permisero in seguito la supremazia degli imperi europei della polvere da sparo sul mondo.

Tra i motivi che spiegano l’ascesa dell’Europa tra Cinquecento e Ottocenta vi è senza dubbio l’impatto sul mare che le nuove armi da fuoco hanno avuto grazie ai continui miglioramenti che spagnoli, inglesi e portoghesi condussero sulle proprie navi. Con una lenta e costante evoluzione, i popoli europei riuscirono a realizzare navi a vela oceaniche a tre alberi, dalla scafo tondeggiante, in grado di resistere alle intemperie e, soprattutto, armate di cannoni. Uno strumento di potenza, di proiezione di forza militare, che non esisteva in nessuna altra parte del mondo. Con questi vascelli, le potenze navali dell’occidente erano in grado di controllare le rotte commerciali oceaniche e di intimorire tutte le società interessate ai movimenti di potere sul mare. Il tutto combinato con la ferma volontà degli esploratori portoghesi e spagnoli prima, inglesi ed olandesi dopo, di alterare gli equilibri politici del mondo. Ciò che distingueva gli equipaggi europei era il fatto di possedere le navi e le armi con cui siddisfare le proprie ambizioni. E che provenivano da un ambiente in cui competizione, rischio e intraprendenza economica erano dominanti. Ciò si tradusse anche in un impulso enorme alla industria navale europea, a cui si affiancò la contemporanea ascensione della conoscenza scientifica e tecnologia. Migliorò la cartografia, migliorarono gli strumenti di navigazionae e ne benificiò la sicurezza dei viaggi per mare. Aumentarono gli alimenti del menù delle popolazioni europee, stimolando botanica e agraria. L’industria del metallo, la fisica, la medicine e l’ingegneria fecero rapidi progressi, mentre la stampa servì a diffondere tutti questi saperi. In conclusione, fu una combinazione di laissez faire economico, pluralismo economico e militare, e libertà intellettuale che permise all’Europa di accrescere la propria influenza sul mondo per circa quattrocento anni.

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