tahrir square“Il dilemma dell’Egitto è che è dominato da democatici  che non sono liberali e liberali che non sono democratici”. Lo scrive Samer S. Shehata, professore associato di Studi internazionali alla University of Oklahoma, in un articolo sul New York Times.

I democratici non liberali sono la Fratellanza musulmana. “La Fratellanza ha partecipato alle elezioni, le ha vinte, ma non garantisce i diritti alle opposizioni e alle minoranze politiche e rifiuta il pluralismo nella gestione del potere” scrive Shehata. dall’altra parte, i liberali non democratici sono le opposizioni all’ex govenro della Fratellanza, “che credono nei diritti delle minoranze, nelle libertà personali, nelle libertà civili e nella creazione di coalizioni elettorali. Ma da quando le elezioni hanno consegnato il potere agli islamisti, chiedono a gran voce la cacciata di Morsi, anche con l’intervento dei militari. Così oggi, l’Egitto si trova di fronte a un paradosso inquietante: un movimento apparentemente democratico chiede ai militari, che hanno prodotto sei decenni di autocrati, di cacciare un presidente democraticamente eletto”.

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