Il fronte jihadista è costituito dai gruppi salafiti presenti nella città di Bengazi e di Derna. Il salafismo è una forma di fondamentalismo islamico sunnita, che rigetta la democrazia, è anti occidentale e aspira all’applicazione letterale della legge islamica (la Sharia) nella società.

I gruppi salafisti libici possono essere suddivisi tra i salafiti-nazioanlisti, concentrati su obiettivi strettamente legati al contesto libico, e salafiti-jihadisti, impegnati invece suglii obiettivi globali del salafismo.

A Bengazi i gruppi islamisti sono concentrati nel Shura Council of Benghazi Revolutionaries (Consiglio dei rivoluzionari di Bengasi). Non tutti i gruppi islamisti del consiglio sono salafiti. Il Libya Shield One, la Brigata Rafallah al Sahati e la Brigata martiri del 17 febbraio sono gruppi islamisti moderati, che però si sono alleati con gruppi salafiti per resistere agli attacchi dell’operazione Dignità, lanciata nel maggio 2014 dal generale Haftar e dalle sue forze nazionaliste.

Il gruppo Libya Shield One è una componente del più ampio gruppo “Scudo libico” ed è guidato da Wisam Bin Hamid. Caratterizzato da forti componenti tribali, il gruppo appare alleato ad Ansar Al Sharia Benghazi.

La Brigata Rafallah al-Sahati è guidata da Ismail al-Sallabi e Salahadeen Bin Omran. Ha una forza stimata in mille combattenti che operano a Kufra, in tutta la Libia orientale, ma soprattutto a Bengasi.

La Brigata martiri 17 febbraio è capeggiata da Fawzi Bukatef ed è presente a Bengasi e a Sirte. Alcuni dei suoi componenti hanno probabilmente combattuto a fianco dei ribelli in Siria. Radicalmente rivoluzionaria, la brigata ha tra i suoi principali obiettivi quello di epurare la nuova Libia da ogni figura o personaggio legato all’ex regime di Gheddafi.

A Bengasi è presente anche il gruppo salafita nazionalista di Ansar al-Sharia, organizzazione presente anche Derna e Sirte. Tra i suoi membri ci sono combattenti provenienti da Tunisia e Algeria. Non se ne conosce l’attuale leader, dopo le notizie della morte di Mohamed al-Zahawi, rilasciate dallo stesso gruppo, che ha legami con Ansar al Sharia Tunisia e Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI). Con ogni probabilità organizza campi di addestramento per jiahdisti ed è un punto di snodo per i combattenti stranieri che si dirigono in Siria, Iraq e Afganistan. Tuttavia il suo obiettivo resta limitato al contesto libico: l’instaurazione di un regime salafita a Bengasi.

I gruppi di Ansar al Sharia di Bengasi e Derna non risultano coordinati da un medesimo comando.

Ansar al Sharia Derna è invece affiliato sia con AQIM, sia con Ansar al-Sharia Tunisia. Il che ne fa un gruppo salafita jihadista. L’organizzazione è nota per essere stata coinvolta nell’attacco al consolato statunitense a Bengasi del luglio 2012, nel quale morì il console americano Chris Stevens. E’ guidata da Sufian bin Qumu, ex detenuto a Guantanamo ed ex autista di Osama bin Laden. Non è chiaro se il gruppo sia affiliato anche allo Stato islamico.

A Derna due sono i gruppi salafiti più forti: la Brigata martiri di Abu Salim e la Shura Council of Islamic Youth (SCIY, o Consiglio della giuventù islamica) .

La Brigata martiri di Abu Salim è comandata da Shâykh Salim Derby. Si tratta di un gruppo armato locale che cerca di instaurare a Derna la legge islamica. Non sono confermati i legami del gruppo con Al Qaeda.

Lo Shura Council of Islamic Youth è invece un gruppo affiliato allo Stato islamico dall’ottobre 2014 ed uno degli attori più forti che opera a Derna. Formatosi nell’aprile 2014, lo SCIY è composto da combattenti di Derna, combattenti provenienti dal resto della Libia e combattenti tunisini, algerini e stranieri con esperienze in Siria e Iraq. Usa, come lo Stato islamico decapitazioni, fustigazioni pubbliche e assassini politici. E’ considerata l’organizzazione che più di ogni altra puà traslare l’ideologia salafita-jihadista globale all’interno della rivoluzione libica.

Dall’aprile 2014 a Derna sono rientrati circa 300 combattenti libici della brigata al Barrat, dello Stato Islamico, protagonista delle battaglie a Dayr az Zor, in Siria, e poi a Mosul, la capitale dello Stato islamico.

Fonti consultate:

Annunci