area euro

Nel 2016 il prodotto interno lordo complessivo dell’Area Euro aumenterà dell’1,6%. Sono le previsioni del ForumEconomics Consensus Forecast for Euro Area, aggiornato ai primi di febbraio 2016. Al di sopra di questa soglia si posizionano la Spagna con +2,7% e la Germania con +1,8%. Al di sotto la Francia con +1,4% e l’Italia con +1,3%. Peggio dell’Italia fanno solo Finlandia (+0,7%) e Grecia (-0,6%). L’incremento maggiore per il 2016 è previsto per il Pil dell’Irlanda: +4,5%.

La situazione rimane fortemente favorevole ad un rilancio dell’economia, con bassi prezzi del petrolio, euro debole, politica monetaria europea ultra espansiva.

Nel 2016 la performance della Germania sarà trainata dai consumi privati, ancora sostenuti, e dalla spesa pubblica, che rimarrà forte. Possibili criticità arrivano invece dalle esportazioni a causa della domanda più bassa di prodotti tedeschi da parte dei mercati emergenti, in primis la Cina.

Il contesto favorevole alla crescita dovrebbe garantire alla Francia crescita modesta ma costante. Resta il problema della disoccupazione, nel 2015 pari al 10,4% della popolazione attiva. Un dato che a Parigi considerano una vera e propria emergenza economica e sociale. Il presidente Hollande ha deciso di contrastarla con un piano da 2 miliardi di euro, per creare nuovi posti di lavoro grazie agli incentivi pubblici. La misura è dettata anche dall’agenda politica di Hollande, che ha promesso di ricandidarsi alle prossime elezioni presidenziali solo se riuscirà a far calare la disoccupazione.

Luci e ombre per l’Italia. Anche per il Bel Paese, al pari della Francia, è prevista crescita modesta e stabile grazie al quadro economico favorevole, ma molto dipenderà dagli effetti dalle riforme strutturali avviate e dalla tenuta dei conti pubblici. L’elemento di debolezza più evidente è il peso dei crediti non esigibili sui bilanci delle banche, stimato in circa 350 miliardi di euro, pari al 17% del Pil. Per alleviare questa situazione preoccupante, il governo ha raggiunto un accordo con la commissione europea: lo Stato fornirà garanzie parziali per sostenere le vendite dei crediti deteriorati a investitori privati. Il piano intende così ridurre in modo significativo le potenziali perdite, ma diversi analisti avvertono che si tratta di una soluzione incompleta.

Cattura

La crescita del Pil 2016 per la Spagna è prevista a +2,7%. Madrid fa meglio dei partner europei grazie a un mercato del lavoro in ripresa e ad una maggiore fiducia che dovrebbero far crescere la domanda interna. La debolezza della Spagna, in questo momento, arriva dalle elezioni del dicembre scorso che hanno restituito un parlamento senza un vincitore. I partiti fanno grande fatica a trovare una maggioranza stabile e potrebbe occorrere ancora tempo per avere un nuovo governo capace di ottenere il voto di fiducia.

“Focus On” Area Euro è una rubrica realizzata grazie al contributo di FocusEconomics: Economic Indicators, News and Forecasts.

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