syria flag“Gli interventi di Russia e Iran nella guerra civile siriana hanno spostato la traiettoria del conflitto a favore del presidente siriano Bashar al-Assad, concedendogli la posizione più forte sul campo di battaglia a partire dal 24 febbraio 2016”. Lo scrivono gli analiti Genevieve Casagrande, Christopher Kozak, and Jennifer Cafarella, che hanno curato il report Syria 90-Day Forecast: The Assad Regime and Allies in Northern Syria, per l’Institute for the Study of War. “Forze del regime sostenute da truppe di terra iraniana e dal supporto aereo russo hanno ottenuto importanti vittorie sia contro l’opposizione armata siriana e l’Isis nel nord della Siria a partire dal settembre 2015, cambiando decisamente l’andamento del conflitto dopo la serie di sconfitte riportate dal regime nella prima metà del 2015. Il presidente Assad si trova ora ad un passo dal raggiungere molti dei suoi obiettivi militari, tra cui l’accerchiamento e l’isolamento di Aleppo e la creazione di un perimetro difensivo sicuro lungo la costa siriana. Senza alcun intervento da parte di Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita o Emirati arabi uniti, il regime e i suoi alleati manterranno con tutta probabilità tali vantaggi”.

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