“Da metà ottobre social media e testate giornalistiche riportano significativi movimenti di forze militari russe nei pressi del confine ucraino, senza che Mosca ne abbia spiegato i motivi”.

Così scrive l’analista Andrew S. Bowen nel report Russian Troop Movements and Tensions Along the Ukrainian Border, del 6 dicembre scorso, redatto per conto del Congressional Research Service statunitense. E’ il preludio a una seconda invasione dell’Ucraina?

I movimenti sono inusuali: non sono assimilabili alla normale rotazione tra truppe e alcune potenti unità militari sono state dislocate molto lontano dalle rispettive basi di assegnazione e dai tradizionali scacchieri di esercitazione. E’ il caso del 41° Corpo d’armata, il cui quartier generale di trova a Novosibirsk e le cui unità operative sono normalmente dislocate nel Distretto militare centrale della Russia, in particolare a Omsk, a Kemerovo, a Irkutsk e nell’Altai.

Mappa dell’Ucraina (Fonte: CIA, The World Factbook 2021)

Secondo il report, le unità del 41° Corpo d’armata, che comprendono anche brigate di artiglieria pesante e un battaglione di missili balistici a corto raggio (gli Iskander-M), sono attualmente presenti nei campi di addestramento di Pogonovo, nelle vicinanze di Voronezh, e a Yelnya, vicino al confine con la Bielorussia. Yelnya ha strutture appropriate a garantire una permanenza di lungo periodo ed è il quartier generale della 144^ divisione di fanteria russa. Il report indica inoltre movimenti di truppe militari provenienti sia dalla 4^ Divisione corazzata (che dall’area di Bryansk e Kursk si sarebbe spostata vicino al confine settentrionale dell’Ucraina con carri armati T-80U e artiglieria a propulsione) sia e della 1^ Armata corazzata (1st Guards Tank Army), che da Mosca si sarebbe spostata verso Voronezh.

Il quadro completo del dispiegamento delle forze armate armate russe attorno all’Ucraina può essere compreso solo se si parte dalla concezione strategica che la Russia si è data dal punto di vista militare. Le forze armate russe sono organizzate in cinque comandi strategico-operativi.

I cinque distretti militari della Russia (Fonte: Nato)

Ogni comando ha una sua specifica area di responsabilità: il Distretto militare settentrionale, quello occidentale, quello meridionale, quello centrale e quello orientale. L’Ucraina si trova nel punto di connessione tra il Distretto militare occidentale e il Distretto militare meridionale. Come spiega il report, dal 2014 la Russia ha creato due nuove unità di stanza proprio al confine con l’Ucraina: il 20° Corpo d’armata, nel Distretto militare occidentale, e l’8° Corpo d’armata, nel Distretto militare meridionale. Entrambi sono ben equipaggiati con di unità di supporto, di artiglieria, di difesa aerea e di guerra elettronica.

Il 20° Corpo d’armata ha il proprio quartier generale a Voronezh, presidia tutto il confine settentrionale russo-ucraino e tutto il confine orientale russo-bielorusso. E’ composto da due divisioni motorizzate di fanteria, la 144^ e la 3^. L’8° Corpo d’armata ha il proprio quartier generale a Rostov e a Novocherkassk, è composto da due unità principali (la 150^ Divisione motorizzata e la 20^ Brigata motorizzata) e, afferma il report, comanda le unità separatiste nelle autoproclamatesi repubbliche di Donetsk e di Luhansk. Infine, la Crimea è difesa dalle forze del 22° Corpo d’Armata, da una brigata di marines e da un reggimento di paracadutisti.

A cosa prelude questo schieramento di forze? Andrew S. Bowen nel suo report fa alcune ipotesi: intervenire militarmente in Ucraina, anche in reazione ad una possibile azione militare di Kiev per riprendersi il Donbass; costringere l’Ucraina a negoziare una soluzione diplomatica al conflitto in termini favorevoli alla Russia; una risposta alla aumentata presenza degli Stati uniti e della Nato nel Mar Nero; la possibilità che la Russia intervenga in Bielorussia.

L’ipotesi più preoccupante, quella di un nuovo intervento russo in Ucraina, è forse la più remota. Come ha fatto notare Jeff Hawn, nel suo articolo Russia Isn’t About to Attack Ukraine, pubblicato su Foreign Policy il 17 novembre scorso, la Russia avrebbe molto da perdere e poco da guadagnare dall’invasione. L’esercito ucraino ad oggi è ben addestrato, moderno e motivato. L’occupazione di un paese contro la volontà della popolazione è sempre costosa, pericolosa e spesso infruttuosa (come hanno scoperto gli Stati uniti in Iraq e in Afghanistan) e aprirebbe uno scontro con l’Europa cui seguirebbero nuove sanzioni economiche.

E’ quindi possibile che i movimenti di truppe di questo autunno, che hanno visto concentrarsi nei distretti militari occidentale e meridionale alcune delle più forti e attrezzate unità militari russe, siano dettate dalle preoccupazioni di Mosca per l’accentuata instabilità che in questi mesi si è manifestata in Bielorussia, per la sempre maggior presenza della Nato nel Mar Nero, per i conflitti ancora non risolti sia in Ucraina (dove la Russia continua ad occupare la Crimea), sia nel Caucaso, dove la Russia continua ad occupare l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia.

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